Breakfast Talkmondo TED

In momenti di grande cambiamento e decisioni da prendere: pensa come se fossi una madre.

In momenti di grande cambiamento e decisioni da prendere è utile pensare come una madre. Da quando nel 2013 mi sono imbattuta per caso nei TED talks è stato davvero amore a prima vista! Molti dei talk che ascolto offrono spunti e punti di vista che poi scelgo di approfondire. Sono scintille che possono accendere una miccia!

Oggi mi sono presa 10 minuti per ascoltare Yifat Susskind, attivista per i diritti delle donne, in particolare le più disagiate.

Yifat Susskind in un suo intervento TED:

Ammiro la sua forza e coraggio. Siccome il talk non è ancora stato sottotitolato in italiano, ho deciso di pubblicare la traduzione. Mi scuso sin da ora per eventuali imprecisioni! Spero che possa aiutare anche altri a riflettere sul ruolo che ognuno di noi ha ed avrà nel creare un mondo diverso, passo dopo passo, mano a mano che potremo uscire di casa, riaprire le aziende, i negozi. E dovrà affrontare le decisioni da prendere.

Nulla sarà più come prima, da Y.N. Harari a Armani da A. Baricco ai  grandi filosofi lo ripetono sulle pagine dei giornali giorno dopo giorno (ecco anche un articolo interessante del The Guardian se fossi interessato!)

Quello che possiamo fare è adoperarci per scelte migliori, più eque e rispettose dell’umanità e della terra stessa.

Da dove partire?

Ecco il punto di vista di Yifat Susskind: possiamo partire dal pensare come una madre.

Una mattina, 18 anni fa, sono uscita dalla metropolitana di New York City in una bella giornata di settembre. Il sole era caldo e luminoso, il cielo era di un azzurro limpido e perfetto. Portavo mio figlio di sei mesi in uno di quei marsupi frontali, così poteva osservare il mondo.

E quando ho girato a destra sulla Sixth Avenue, quello che ha visto è stato il World Trade Center in fiamme.
Non appena ho capito che si trattava di un attacco, la prima cosa che ho fatto, senza nemmeno pensarci davvero, è stata quella di prendere il mio bambino e girarlo dall’altra parte.
Non volevo che vedesse cosa stava succedendo. E ricordo solo di essermi sentita così grata che fosse ancora così piccolo da non dovergli dire che qualcuno lo aveva fatto apposta.
L’11 settembre è stato come attraversare un confine, un confine ostile in un territorio pericoloso e inesplorato. Il mondo si trovava improvvisamente in un nuovo posto, terrificante, ed io ero in questo posto come una nuova madre. Ricordo i miei pensieri che si alternavano tra “Come potrò proteggere questo bambino?” a “Come faccio a dormire un po’ ?”

Bene, mio ​​figlio ha appena compiuto 18 anni, insieme a milioni di altre persone che erano bambini l’11 settembre. E in quel periodo, ci siamo tutti incrociati in questo territorio ostile e inesplorato di crisi climatica, di guerre senza fine, di crolli economici, di profonde divisioni politiche, delle molte crisi nel mondo che non ho bisogno di elencare, perché ogni singolo giorno alimentano le notizie. Ma c’è qualcosa che ho imparato in questi 18 anni di genitorialità e nei miei anni alla guida di un’organizzazione globale per i diritti delle donne. C’è un modo per affrontare queste grandi crisi nel mondo senza sentirsi sopraffatti e disperati. È semplice ed è potente:

È pensare come una madre.

Ora, per essere chiari, non devi essere una donna o un genitore per farlo.

Pensare come una madre è un obiettivo disponibile a tutti.

Il poeta Alexis De Veaux scrive:

la maternità non è semplicemente il processo organico di dare alla luce. È una comprensione dei bisogni del mondo”.

Ora, è facile concentrarsi su tutti gli ostacoli che ci sono tra i nostri desideri ed il rendere questo il mondo che vogliamo: avidità, disuguaglianza, violenza.

Sì, c’è tutto questo.

Ma c’è anche la possibilità di:

piantare un seme, un seme diverso e coltivare ciò che vuoi vedere crescere, anche nel mezzo della crisi.

Majid dall’Iraq lo capisce. Tinteggia case di professione e un uomo che crede profondamente nella parità di diritti per le donne. Quando l’ISIS ha invaso l’Iraq settentrionale dove vive, ha lavorato con un’organizzazione femminile locale per aiutare a costruire una ferrovia sotterranea, una rete di fuga per attivisti per i diritti delle donne e persone LGBTIQ che sono state prese di mira. E quando ho chiesto a Majid perché ha rischiato la propria vita per mettere in salvo le persone, mi ha detto: “Se vogliamo un futuro più luminoso, dobbiamo costruirlo ora nei tempi bui in modo che un giorno possiamo vivere nella luce “. Questo è il lavoro della giustizia sociale, ed è quello che fanno le madri.

Agiamo nel presente con un’idea del futuro che vogliamo realizzare.

All’inizio tutte le idee migliori sembrano impossibili.

Ma nella mia esistenza abbiamo visto la fine dell’apartheid, l’affermazione che i diritti delle donne sono i diritti umani, l’uguaglianza del matrimonio, la caduta dei dittatori che hanno governato per decenni e molto altro ancora. Tutte queste cose sembravano impossibili fino a quando le persone non si sono attivate per farle accadere e poi, quasi immediatamente, sembravano inevitabili.

Quando stavo crescendo, sia che fossimo bloccati nel traffico o che stessimo affrontando una tragedia familiare, mia madre diceva: “Sta per succedere qualcosa di buono, semplicemente non sappiamo ancora cosa sia”. Ora, ammetterò che io e i miei fratelli ci prendiamo in giro per questo, ma la gente mi chiede sempre come affrontare la sofferenza che vedo nel mio lavoro nei campi profughi e nelle zone disastrate, e penso a mia madre e quel seme di possibilità che ha piantato in me. Perché, quando credi che qualcosa di buono sta arrivando e fai parte del farlo accadere, inizi a essere in grado di vedere oltre la sofferenza a come potrebbero essere le cose.

Certo, riuscire a immaginare un futuro come questo non è la stessa cosa che sapere cosa fare per realizzarlo, ma anche pensare come una madre può essere di aiuto.

Alcuni anni fa, l’Africa orientale è stata colpita da una carestia e le donne somale che conosco hanno camminato per giorni portando i loro bambini affamati in cerca di cibo e acqua. 250.000 persone morirono e metà di loro erano neonati e bambini piccoli. E mentre questa catastrofe si svolgeva, gran parte del mondo distolse lo sguardo.

Ma un gruppo di donne contadine in Sudan, tra cui Fatima Ahmed – è quella che ha le pannocchie in mano – ha sentito parlare di quello che stava succedendo. Allora misero insieme i soldi accantonati dal guadagno del loro raccolto e mi chiesero di inviarli a quelle madri somale. Ora, questi agricoltori avrebbero potuto decidere di non avere il potere di agire. Si stavano a malapena riuscendo da soli, alcuni di loro. Vivevano senza elettricità, senza mobili. Ma lo hanno superato.

Hanno fatto quello che fanno le madri: hanno visto sé stessi come la soluzione e hanno preso provvedimenti.

Lo fai sempre se hai figli. Prendi decisioni importanti sulla loro assistenza sanitaria, sulla loro educazione, sul loro benessere emotivo, anche se non sei un medico, un insegnante o un terapista. Riconosci ciò di cui tuo figlio ha bisogno e ti fai avanti per offrirti il ​​meglio che puoi.

Pensare come una madre significa vedere il mondo intero attraverso gli occhi di coloro che sono responsabili delle persone più vulnerabili.

E non siamo abituati a pensare agli agricoltori come a dei filantropi, ma quelle donne stavano praticando il significato profondo della filantropia: l’amore per l’umanità.

Cos’è alla base del pensare come una madre non dovrebbe essere una sorpresa:

è l’amore.

Perché l’amore non è solo un’emozione.

È una capacità, un verbo, una risorsa infinitamente rinnovabile – e non solo nelle nostre vite private. Riconosciamo l’odio nella sfera pubblica. Giusto? Discorsi di odio, crimini di odio.

Ma non l’amore. Cos’è l’amore nella sfera pubblica?

Bene, Cornel West, che non è una madre ma pensa come una madre, lo dice meglio:

La giustizia è come appare l’amore in pubblico”.

E quando ricordiamo che ogni scelta politica è una espressione dei valori sociali, l’amore si distingue come quel valore altissimo, quello che è in grado di essere responsabile per il più vulnerabile tra noi.

E quando posizioniamo l’amore come una sorta di faro nel processo decisionale, otteniamo nuove risposte a domande sociali fondamentali quali: “A cosa serve l’economia?” “Qual è il nostro impegno nei confronti di coloro che sono nella tormenta?” “Come accogliamo quelli che arrivano ai nostri confini?”

  • Quando pensi come una madre, dai la priorità ai bisogni di molti, non ai capricci di pochi.
  • Se pensi come una madre, non costruisci una diga intorno alla proprietà sulla spiaggia, perché ciò dirotterebbe le acque alluvionali verso le comunità ancora esposte.
  • Quando pensi come una madre, non provi a perseguire qualcuno per aver lasciato l’acqua per le persone che attraversano il deserto.
Perché sai che la migrazione, proprio come la maternità, è un atto di speranza.

Ora, non tutte le madri pensano come una madre.

Quando  si sono trovati davanti ad una scelta, alcuni di noi hanno fatto quella sbagliata, nascondendosi dietro le armi o il filo spinato o il privilegio di rifiutare il resto del mondo, pensando di poter trovare la propria strada verso la salvezza in una sorta di scialuppa di salvataggio armata ,alimentata dal razzismo e dalla xenofobia. Non ogni madre è un modello, ma tutti noi abbiamo una scelta.

Salteremo su quella scialuppa di salvataggio armata o lavoreremo insieme per costruire una nave madre che possa trasportare tutti? Sai come costruire quella nave madre, come riparare il mondo e alleviare la sofferenza. Pensa come una madre.

Pensare come una madre è uno strumento che tutti possiamo usare per costruire il mondo che vogliamo.”

Prendiamoci questo tempo per pensare, e scegliere come agire in questo prossimo futuro che ci aspetta e siamo chiamati a costruire insieme.

La mia speranza: che compassione, gentilezza e lungimiranza ci guidino.

A presto.

Cinzia

Leggi anche un altro articolo che parla di questo momento: lavoro smart, lavoro agile.

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Riscoprire la potenzialità della gratitudine

Oggi vediamo come riscoprire la potenzialità della gratitudine e vorrei condividere con te un gioco per affrontare meglio questo periodo denso di emozioni difficili e parlare di Gratitudine e Felicità.

È successo anche a te di guardare un TEDtalk e scegliere poi di approfondire la tematica trattata?

A me spesso… ricordo ancora il primo talk che guardai nel 2012: Beauty, Nature & Gratefulness del time-lapse photographer Louie Schwartzberg.

Da allora iniziai ad essere incuriosita dalla potenzialità della gratitudine.Uno dei libri più belli in cui mi sono imbattuta in seguito è stato certamente Gratefulness, The Heart Of Prayer: An Approach To Life In Fullness, di David Steindl-Rast, che parla appunto della potenzialità della gratitudine.

Così è nata anche l’idea della “Box of happiness”, la scatola della felicità” (che può essere anche re-intepretata come quaderno della felicità, della gratitudine, perché come vedremo in seguito, la vera felicità non è possibile senza gratitudine).

L’obiettivo di questa scatola è aiutarci a dirigere il nostro sguardo, prestare attenzione ai piccoli avvenimenti quotidiani che ci fanno stare bene. Quando la proposi ai miei figli erano ancora piccoli e se ne innamorarono subito! Prendemmo una semplicissima scatola di un pandoro, la rivestimmo con la carta da regalo rimasta dal Natale ormai passato lasciando una fessura.

Per i successivi 12 mesi ogni membro della famiglia inserii un bigliettino con un ricordo, un gesto, un avvenimento per il quale ognuno era grato al termine della giornata. Quindi non restò che rileggere insieme ciò che aveva fatto la differenza nel nostro 2016.

Questo allenamento contribuì e contribuisce a farci vedere la vita da una nuova prospettiva, a farci capire le potenzialità della gratitudine ed a domandarci:

qual è il segreto della felicità?

non è la felicità che ci rende riconoscenti. È la gratitudine che ci rende felici. Se pensate che sia la felicità a renderci riconoscenti, pensateci bene. È la gratitudine che ci rende felici.”

Da dove nasce la gratitudine che è strettamente legata agli attimi di felicità che sappiamo cogliere quotidianamente?

Nel video, Louie Schwartzberg esprime la potenzialità della gratitudine con questi concetti tramite la voce di una bambina ed un anziano nel suo talk “Nature, Beauty, Gratitude”, quando, utilizzando le splendide immagini catturate negli anni precedenti, presenta il suo progetto “Happiness Revealed”.

Quali sono gli elementi essenziali che ci permettono di godere di quanto abbiamo e ci succede anche nei periodi più difficili? La potenzialità della gratitudine racchiusa in questi punti:

  • La consapevolezza, generata dal ascolto di sé, della propria voce interiore e dall’ apertura mentale
  • La scelta autodeterminata di osservare “davvero” ciò che succede attorno a noi
  • La focalizzazione: stare nel qui e ora senza pensare troppo a domani, al futuro
  • La specificità temporale: oggi è il giorno che è dato ad ogni persona per agire nella propria vita, per vivere da protagonista e non da spettatore. (A. Bandura la definisce Agency personale, agentività, che rappresenta la facoltà umana di far accadere le cose, di intervenire sulla realtà). Oggi è il giorno che abbiamo per stare con i nostri cari e godere di ogni momento. 
  • Il potenziale, in questo caso espresso come saper cogliere l’attimo, “the given moment”. Sapersi fermare per mettersi in ascolto, per osservare ciò che succede, per ampliare i sensi e uscire dagli schemi precostituiti che sono auto limitanti in quanto frutto di generalizzazioni a partire da singole selezioni personali, spesso di circoli viziosi depotenzianti.

La potenzialità della gratitudine, la Felicità 

Alla base di tutto il concetto di felicità inteso come vita ricca di significato (the meaningful life).

Lo psicologo americano M.W. Fordyce suggerisce che la felicità derivi:

  • da fattori genetici (15%)
  • dall’ apprendimento durante l’infanzia (35%)
  • dai fattori ambientali e circostanze di vita (50%)

e che è soggetta ad un miglioramento continuo, possibile con la pratica quotidiana di una serie di comportamenti, tra i quali:

  • La meditazione, la riflessione (il rapporto con sè stessi)
  • essere più attivi e produttivi svolgendo attività che abbiano un significato profondo per noi 
  • organizzarsi meglio e pianificare le cose (ora indispensabile il primo, più difficile il secondo)
  • sviluppare una personalità socievole e passare più tempo socializzando (oggi è un’area messa a dura prova, ma toneremo ad abbracciarci calorosamente)
  • scegliere dove dirigere i pensieri e cosa leggere, per occuparsi e smettere di preoccuparsi, sviluppare cioè pensieri ottimisti e positivi 
  • essere orientati al presente e sapere dimensionare le proprie aspettative

La Box of Happiness è un modo di osservare, scrutare, registrare ciò che accade dentro e fuori di noi per acquisirne nuova consapevolezza e trarne piacere.

La chiave della felicità è dunque nella gratitudine, nella capacità di stupirsi ed aprire il cuore e la mente alle meraviglie del mondo. 

Forse potresti prenderti due minuti per riflettere, proprio ora: di cosa sei grato oggi? 

l’amore della tua famiglia vicina con il cuore ed il pensiero, cari amici che si preoccupano per te, un tetto sulla testa, la possibilità di lavorare anche da casa, i figli che stanno bene, i tuoi genitori che hanno seguito tutte le linee guida, la tecnologia che permette di restare in contatto a distanza, un caro amico che è guarito, il supporto da ed ai tuoi colleghi, la possibilità di vedere il cielo terso di primavera dalla tua finestra, gli alberi in fiore…

 L’allenamento costante dello stato di curiosità e riconoscenza verso il creato, porta ad una maggiore consapevolezza di quanta bellezza c’è attorno a noi, tra le persone e di come piccoli gesti quotidiani possano e possono fare la differenza.

Abbiamo capito che è importante soffermarsi, fermarsi e riconoscere l’opportunità dataci da questi momenti che non si ripetono una seconda volta.

La scatola della felicità è uno strumento di focalizzazione per tutti.

È un momento per fermarsi a pensare, riflettere, focalizzarsi durante o a fine giornata.

 In sintesi: è uno strumento utile a tutti coloro che desiderano ardentemente ritrovare la serenità perduta.

Come dice Stendl Rast:

non può esserci felicità senza gratitudine, è la gratitudine che ci rende felici”.

Quando arriva un sorriso, un gesto gentile inaspettato, quando arriva qualcosa che non stavamo cercando, ma che è arrivato senza che noi facessimo nulla per meritarlo, ecco è allora che esplode la vera gratitudine, la vera felicità.

La felicità nasce nell’istante in cui riconosciamo quel momento.

David Steindl-Rast ha creato il metodo detto STOP, LOOK & GO che è la premessa alla “Box of Happiness”.

Il metodo per vivere grati, momento per momento, (non per tutto, sottolinea, in quanto non si può esser grati per la guerra o altre catastrofi come il Corona Virus, ma in alcuni casi meno gravi è possibile trarre un nuovo insegnamento. Ad esempio l’inquinamento è diminuito drasticamente, siamo grati della libertà di cui godevamo e spesso davamo per scontata, abbiamo una casa calda ed accogliente, dei pasti per sfamarci, e tanta, tanta gente che è pronta a dare la vita e sacrificare sé e le proprie famiglie per mantenere fede al giuramento di Ippocrate)

STOP! fermati, nel flusso, nel vortice della vita quotidiana trova il modo di soffermarti

 GO! quindi fai tesoro di ciò che hai capito e agisci di conseguenza.

LOOK! osserva cosa succede attorni a te, guarda, ascolta con tutti i tuoi sensi, godi degli attimi irripetibili che ti circondano.

Questo approccio permette di fermarsi, riconoscere quotidianamente tesori nascosti fuori e dentro di sé, è un bellissimo strumento per acquisire sempre più consapevolezza di ciò che succede dentro di te.

E Poi?

Puoi scrivere ed annotare quello che hai realizzato, compreso, “salvarlo”! Sì perché il nostro cervello tende a trattenere più facilmente i brutti ricordi, è una forma di difesa per essere più reattivi nel caso in cui il problema, la minaccia o la difficoltà un giorno si ripresentino. In sintesi: per non farci trovare impreparati! Abbiamo quindi bisogno di salvare anche ricordi felici.

Torniamo alla Box of Happiness. Ognuno di noi deciderà se aprire i memo custoditi una volta a settimana, aspettare 6 mesi, 12 mesi e riaprirli tutti, se coinvolgere anche gli amici, i familiari, i colleghi, che passano per casa o se invece usarlo solo come strumento personale.

Ognuno deciderà se pescare un momento felice e rileggerlo “al bisogno”, in un momento buio, difficile, quando ha bisogno della “ricarica positiva” o semplicemente per goderne.

 Come dice il saggio monaco:

E mi auguro che aprirete il vostro cuore a tutte queste benedizioni, e le lascerete scorrere dentro di voi, e che a tutti quelli che incontrerete oggi augurerete il meglio, solo con uno sguardo, con un sorriso, con una carezza, solo con la vostra presenza. Lasciate che la gratitudine scorra in un augurio di bene a tutto ciò che vi circonda, allora sì che sarà un bel giorno”.

STAY SAFE & TAKE CARE. 

Cinzia

Breakfast Talk

Come prendere decisioni in tempi rapidi

Ti è mai capitato di restare intrappolato per giorni in attesa di prendere la “decisione giusta”?

Ohh yesss!

Se anche tu hai pensato o risposto a questa domanda positivamente, continua a leggere. Se invece non ti capita, bye bye! Saludos! Non ti interesserà leggere il resto 😊!

In questo cortissimo talk, Patrick McGinnis venture capitalist e scrittore ci offre alcuni consigli per poter prendere decisioni attente e rapide.

Inizia dal costante timore di avere un’opzione migliore. FOBO: Fear of a Better Option.

Viviamo in un mondo fatto di continue scelte. Persino le decisioni che prima erano semplici, come scegliere un ristorante o fare gli acquisti di tutti i giorni, ora richiedono un’attenta analisi. La tecnologia ha ingigantito il problema. Se desideri acquistare un paio di lacci bianchi online, devi mettere in ordinare migliaia di articoli e leggere centinaia di recensioni. È un’incredibile quantità di informazioni da elaborare per acquistare solo due stringhe che costano meno del latte per la colazione!”.

Come prendere decisioni in tempi rapidi

Ma dov’è il problema?

Quando non riesci a prendere decisioni con convinzione, perdi tempo ed energia preziosi.

Patrick cataloga le decisioni in:

  • NO STAKE DECISIONS: sono quelle più quotidiane, ordinarie, dallo scegliere cosa guardare in TV (è vero o no che con Netflix la situazione si è fatta più complicata?), cosa mangiare per cena (no junk food!) o che verdura mettere nel carrello. Se proprio sei in dubbio, scrivi due bigliettini e pescane uno, oppure il fantastico testa o croce! Della serie: lo deleghi all’universo, al fato!
  • LOW STAKE DECISIONS: queste hanno conseguenze, ma nessuna è sconvolgente e ci sono molte scelte accettabili. Molte cose di routine al lavoro, come l’acquisto di una stampante, la prenotazione di un hotel o la scelta tra possibili luoghi per un evento fuori sede sono un es. classico. È necessaria attenzione, ma probabilmente te ne dimenticherai tra qualche settimana. In questi casi puoi anche esternalizzare il processo decisionale, ma perché c’è un po’ di posta in gioco. Questa volta, puoi affidarti ad una agenzia in outsourcing, a una persona.
  • HIGH STAKE DECISIONS: Ora che hai affrontato le decisioni con posta in gioco bassa o senza posta in gioco, hai creato lo spazio e il tempo necessari per gestire le decisioni con posta in gioco alta Ad es. “quale casa dovrei comprare” o “quale lavoro dovrei accettare”. Dato che la posta in gioco è alta e ci sono implicazioni a lungo termine, devi assolutamente farlo bene.

Cioè???

Definisci e riconosci quali decisioni hanno o potrebbero avere un forte impatto nella tua vita e quali invece no.

STAKE (omofono di STEAK=BISTECCA) infatti è la posta in gioco 😊

In secondo luogo, è importante raccogliere i fatti pertinenti. Assicurati di raccogliere dati su tutte le opzioni, in modo da poter essere sicuro di prendere davvero una decisione informata.

E in terzo luogo, ricorda che FOBO, per natura, arriva quando fai fatica a sceglierne solo uno da un gruppo di opzioni perfettamente accettabili. Quindi, qualunque cosa tu scelga, puoi stare certo che il rovescio della medaglia è limitato.

 Inizia identificando un front-runner in base al tuo intuito, quindi confronta ciascuna delle tue opzioni testa a testa con il front-runner, uno per uno. In questo caso viene definito il confronto tra “Avviare una nuova impresa” (potrebbe anche essere aprire una start up) versus una ed una sola opzione.

Quando elimini un’opzione, è andata per sempre. Se continui a tornare alle opzioni scartate, rischi di rimanere bloccato. Ora ripeti questo processo fino ad arrivare a un’ultima scelta.

Se segui questo sistema, di solito finirai con una decisione. Nella rara occasione in cui rimani bloccato, esternalizzerai la decisione finale a un piccolo gruppo di persone sulle quali puoi contare e di cui ti fidi e che sono attrezzate per fornirti una guida su questo particolare argomento. Coinvolgi un gruppo di cinque o meno, idealmente un numero dispari di persone in modo da avere un ago della bilancia, la possibilità di avere uno spareggio se ne hai bisogno.

Perché processare così le informazioni?

Per risparmiare tempo, e per non restare imbrigliati nell’emotività. Nel nel momento in cui attiviamo il pensiero razionale (corteccia prefrontale) disattiviamo il cervello legato all’emotività, che spesso è quella che non ci consente di scegliere liberi, o ci tiene imbrigliati in un momento infinito, nell’attesa di decidere, oppure ancora che ci fa dire sì d’istinto (magari per natura non riusciamo a dire di no??) e poi lo rimpiangiamo.

Sposo questo approccio da molto tempo. Se chiedete a chi ha collaborato con me negli ultimi 10 anni vi dirà le mie tre parole chiave, una sorta di mantra nei momenti di stress e con decisioni da prendere: semplificare, semplificare, semplificare!

Credo sia una delle abilità più sviluppate da quando oltre a lavorare sono diventata mamma (se tu invece sei diventato papà idem!): che si tratti di scegliere un camp estivo per i figli, una scuola, una location per gli eventi (HIGH STAKE), un viaggio lungo o una au-pair, o anche accettare una consulenza, sono solita costruire un bel file excel dove annottare tutti gli elementi a disposizione per costruire un benchmark.

A quel punto, collocati gli elementi nel contesto (relazionale ed economico: quanti soldi ho a disposizione? quante persone? i mezzi in generale) decido. Solo se ci sarà un’emergenza o un cambiamento imprevisto rivedrò la decisione presa, diversamente vado avanti creando spazio per altro.

Come prendere decisioni in tempi rapidi

Ora che hai fatto la tua scelta, rimane un’ultima sfida. Devi impegnarti. Non posso prometterti che saprai mai davvero se hai preso la decisione perfetta, ma posso dirti questo: una percentuale significativa di persone nel mondo non dovrà mai preoccuparsi di FOBO. A differenza dei miliardi di persone che hanno poche opzioni, se presenti, a causa di guerre, povertà o malattie, hai molte opportunità di vivere in modo deciso. Potresti non ottenere tutto quello che vuoi, ma il semplice fatto che puoi decidere è già tanto!

E tu come prendi le tue decisioni più importanti? Torni spesso sui tuoi passi? Mi piacerebbe saperlo 😊

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